martedì 19 novembre 2013

Pro Loco


Cartolina inviata da Emer Sighinolfi

domenica 10 novembre 2013

Il Philadelphia Museum of Art incontra Un paese

Foto realizzata da Lorenzo Davoli con la sua vecchia Rolleiflex

Il 15 ottobre scorso Luzzara ha ricevuto la visita di uno dei più importanti musei americani che si occupano di fotografia, il quarto in ordine d’importanza degli Stati Uniti: il Philadelphia Museum of Art.
Leggendo questa notizia, un ignaro furaster chiederebbe immediatamente: “Qual è il legame esistente tra una grande metropoli americana e un piccolo centro della bassa reggiana? Tra un’importante e ricca istituzione culturale d’oltreoceano e la nostra piccola fondazione di paese?” La risposta di un luzzarese probabilmente sarebbe immediata: “E’ sempre colpa di quei due, Paul Strand e Cesare Zavattini, gli autori di quel capolavoro che è il libro fotografico Un paese!”
Ma partiamo dall’inizio.

Nell’aprile del 2012 pubblicai su questo blog gli stralci di alcune lettere scritte da Paul Strand all’amico luzzarese Valentino Lusetti che - grazie alla conoscenza della lingua inglese appresa in un campo di prigionia nel corso della seconda guerra - tra il 1952 e il 1954 fu la preziosa guida del grande fotografo americano durante le visite nel nostro territorio per la realizzazione di Un paese. Le fotocopie dei manoscritti mi erano state generosamente consegnate da Emer Sighinolfi che, a sua volta, le aveva avute in dono direttamente dal Sig. Lusetti. Dopo solo pochi mesi dalla pubblicazione - eravamo nei terribili giorni del post terremoto - ricevetti con enorme sorpresa una mail da Philadelphia:

Angela, Emer, Lorenzo

“I work at the Philadelphia Museum of Art (USA) where I am researching the work of Paul Strand. We plan to exhibit Strand’s photographs and films here in 2014 and in the meantime we are learning as much about Strand as we can. Strand’s photographs of Luzzara will be a very important part of the exhibition; I think it is some of his strongest work. So I was very happy to find your blog about Luzzara, and especially happy to see the letters from Strand to Valentino Lusetti that you posted.”

Era Amanda Bock, una delle curatrici del dipartimento di fotografia del museo americano, che mostrando un grande interesse per il materiale pubblicato sul blog, mi comunicava che nel 2014 a Philadelphia si sarebbe tenuta una mostra antologica dedicata a Paul Strand, e che le fotografie scattate a Luzzara negli anni '50 per il progetto Un paese sarebbero state una delle parti più importanti dell’evento! Prontamente le inviai la copia elettronica delle lettere e le chiesi di tenermi aggiornato.

Passarono parecchi mesi senza nuove d’oltre Atlantico, ma nella calda estate di quest’anno, in risposta ad una mia richiesta d’informazioni, arrivò una sorprendente e inaspettata notizia: il prestigioso Philadelphia Museum of Art... ci avrebbe fatto visita!
Il loro intento, infatti, era non solo quello di vedere dal vivo il paese dove Strand scattò, a detta di molti, alcune tra le sue migliori fotografie, non solo quello di camminare per le strade di un luogo divenuto mitico per la storia della fotografia, ma anche quello di organizzare un convegno per presentare il loro progetto espositivo ad altri musei del vecchio continente. Questo per fare in modo che, una volta conclusa negli States, la mostra dedicata a Strand potesse trovare casa  anche in Europa. E il luogo scelto per le giornate del convegno è stato nientemeno che Luzzara.
Per gestire al meglio questa enorme opportunità, mi misi immediatamente in contatto con l’amico Simone Terzi - il responsabile delle attività culturali di Fondazione Un Paese - per affidargli l’organizzazione dell’incontro e l’incarico di guidare gli illustri ospiti all’interno della storia fotografica e culturale del nostro paese, nonché per raccontare di quella cultura zavattiniana che è stata componente così rilevante per la riuscita del progetto di Un paese.
Il resto è cronaca recente e la giornata che abbiamo trascorso – con me c’era appunto Simone, e ad accompagnarci Daniela Boarolo in veste di traduttrice, Lorenzo Davoli, Emer Sighinolfi e Mirko Anselmi - è stata davvero da ricordare. A partecipare al convegno, tra il 13 e il 16 ottobre scorso, oltre a cinque rappresentanti da Philadelphia c’erano i responsabili e i ricercatori di tre prestigiose ed importanti realtà culturali europee che si occupano di fotografia: il Victoria and Albert Museum di Londra, la Mapfre Foundación di Madrid e il Fotomuseum Winterthur (Svizzera).
Il 15, il giorno riservato alla visita a Luzzara, li abbiamo accolti in Teatro dove, dopo i saluti di rito, con grande interesse dei nostri ospiti, Simone ha presentato l’archivio fotografico conservato da Fondazione Un Paese: particolare attenzione è stata dedicata alle fotografie di Hazel Kingsbury Strand - corollario del progetto Strand-Zavattini - a quelle di Stephen Shore e, passando per il Berengo Gardin di Un paese vent’anni dopo, a quelle del recente progetto Luzzara. Cinquant’anni e più...
 
Angela Secchi ieri e oggi

Tra i momenti più toccanti, ricordo l’incontro con Angela Secchi, fotografata da Strand all’età di 9 anni: prima edizione del libro alla mano, ha risposto alle domande dei nostri ospiti con una grazia e una gentilezza che li ha davvero emozionati (e noi con loro). Dopo un saluto del Sindaco Andrea Costa, la seconda parte della giornata è stata riservata alla visita dei luoghi dove Paul Strand e sua moglie Hazel fotografarono, un percorso che ha attraversato le vie del centro storico per condurci a scoprire scorci e punti d’osservazione sempre nuovi e sempre visitati; fino ad arrivare, dopo una suggestiva panoramica dalla torre civica, alla golena e a Po, fondamentale luogo dell’anima, centrale nell’immaginario e nella storia culturale di Luzzara. Rientrati in Teatro, dopo l’immancabile foto di gruppo, abbiamo salutato i nostri ospiti che ci hanno sinceramente ringraziato per la nostra premurosa accoglienza.
Insomma, un giorno davvero speciale, che speriamo ponga le basi per future e importanti collaborazioni.

Il 16 ottobre del 2014 inaugurerà a Philadelphia la mostra su Paul Strand: Luzzara ci sarà.

Paolo Losi (con la collaborazione di Simone Terzi)

sabato 9 novembre 2013

Il Parco delle Rimembranze



Il 28 Giugno 1935 il regio Podestà Signor Comm. Dott. Ferdinando Boccalari, assistito dal Segretario Capo del Comune Cav. Alfredo Conti, con delibera n. 48 decidono di erigere a “Parco delle Rimembranze” il viale che partendo dal centro dell’abitato di Luzzara conduce alla Stazione Ferroviaria, ora denominato Viale Vittorio Veneto.
Prima di allora, dedicato a “Parco delle Rimembranze” già da parecchi anni, era il piccolo e corto Viale che dal Carrobbio conduce alle Scuole Elementari. L’occasione era anche quella di riordinare questo Viale che non conservava più la particolarità a cui era dedicato. Infatti data la sua ubicazione a ridosso della strada principale che dal paese porta verso Suzzara, era utilizzato come luogo di sosta di carovane di passaggio. Inoltre il numero degli alberi che arredavano il Viale, risultava di gran lunga inferiore al numero dei caduti (158), causando anche delle omissioni. Riparare all’insufficienza del numero delle piante era impossibile in quanto per ragioni di spazio e di estetica non c’era la possibilità di aggiungerne altri.
Il progetto di erigere il viale alla stazione a “Parco delle Rimembranze” fu considerato per la sua ubicazione ed ampiezza, per il numero degli alberi che già erano presenti, per gli edifici pubblici e di educazione che vi sorgevano (Scuole Elementari Maschili e Femminili e Asilo Infantile).
L’intento di dedicare il Viale alla Stazione quale “Parco delle Rimembranze” era però nata non dall’esigenza di offrire un miglior decoro alla memoria dei caduti, ma dalla richiesta del Comune di Luzzara di utilizzare quello spazio per intrattenimenti danzanti e feste all’aperto. Con lettera del 13/06/1935 il Podestà di Luzzara chiedeva di poter usare quel “corto e piccolo Viale Comunale … trascurato poi e che non serba segni, targhe o particolarità di sorta attinenti alla sua creazione. A beneficio dell’Ente Opere Assistenziali chiedo poterne usare per Lotterie, trattenimenti danzanti e feste all’aperto, non essendovi altro luogo stagionale adatto. Nessun rilievo d’irriverenza può venir elevato perché lo scopo è nobilmente contingente ed anche perché tale piccolo viale aperto alla circolazione è servito fino ad oggi quale piazzetta di sosta a carovane di zingari.”
Il Prefetto risponde in data 21/06/1935 invitando il Podestà ad esaminare la possibilità di creare un nuovo “Parco delle Rimembranze” senza grande spesa per il Comune.
Il 26/06/1935 il Podestà risponde immediatamente al Prefetto, asserendo che subito e senza grande spesa, poteva essere deliberato un nuovo “Parco delle Rimembranze”. Nella risposta il Podestà indica anche chi sarà a gestire il luogo, invitando il Prefetto ad esprimere il suo consenso in tempi brevi perché l’inaugurazione era prevista già per il 30/06/1935 (!). “In relazione al contenuto del sopra indicato, può subito, - senza grande spesa essere deliberato un nuovo Parco delle Rimembranze. Il locale Dopolavoro si varrebbe per i mesi di Luglio, Agosto e Settembre dell’attuale luogo per trattenimenti Benefici. Farebbe con domenica ventura, 30 corrente, l’inaugurazione d’essi, se V. E. favorisse in tempo il Suo benevolo consenso. L’iniziativa è ben veduta dal paese, ormai privo di teatro, di Cinema e di altro ambiente dilettevole chiuso od aperto. Ossequi.”
Il Prefetto non tardò nella risposta e con sua lettera del 26/06/1935 rilascia il proprio consenso a condizione che ci sia la possibilità di creare un nuovo “Parco delle Rimembranze”, senza eccessiva spesa per il Comune e che ne venisse data notizia anche a mezzo del “Solco” (giornale di propaganda fascista).
In seguito il 28/06/1935 viene deliberata l’erezione del Viale alla Stazione a “parco delle Rimembranze” e su “Il solco fascista” del 03/07/1935, viene pubblicato un trafiletto (vedi foto) dove si comunica che il Viale che dal Paese conduce alla Stazione Ferroviaria sarà destinato a nuovo Parco delle Rimembranze.
Nel piccolo e corto Viale nasceva quella che molti ricordano come “La Grotta Verde”.
Ricerca di Paolo Mora

domenica 3 novembre 2013

Luzzara, 12 agosto 1955






Foto inviate da Iotti Fulvio (archivio ricordi Pecchini Velio)

Anno 1890: i bagordi del ballo

Per il momento ti allego la foto di una lettera inviata al neo-sindaco di allora Bosi Antonio, dove un anonimo denuncia i bagordi del ballo. In formato PDF ti allego anche la trascrizione. Da un appunto sulla busta della lettera sembra essere stata ricevuta in data 18/05/1890 e non so se faccia riferimento alle feste tenute nel Teatro o in quale altro luogo.

Paolo Mora

Illustrissimo Signor Sindaco

Prima di tutto la prego di volermi perdonare l’azardo. Ma non posso astenermi di spedirle la presente, per far conoscere all’Illustrissimo nostro nuovo Sindaco abbastanza influente per il nostro paesaccio, che ammettendo tante regole nondimeno tutti possono in generale aconsentirli. Ma la Signoria Sua Nobilissima si astiene il rigore più importante non solo che gli venga riferito da me solo, ma da persone che hanno avuto uno studio speciale e di più senno e inteligenza. Il permesso del ballo deve proibire tutte le feste e di più la sera che è cosa vergognosa, lui signore, ignora le maledizioni che padri e madri gli scagliano contro, perché dai loro figli non possono avere il danaro da loro guadagnato. Perché sono smaniosi di portarlo ai suonatori, le ragazze più sfrenate tormentano le loro madri e tentano di fuggirle anche alla sera che è un disonore, dunque questo deve veramente proibire, perché non solo è un permettere di disurpare il denaro a danno della vita di loro, perché è probabile che vadino contro l’etesia polmonite prendendo sudori repressi ecce cc e ricorrono al sussidio del comune. Mi scusi tanto, ma se vuol guidare Luzzara regolarmente e risparmiare le meledizioni e le critiche, deve far cessare il bagordo del ballo continuamente e non permettere ai giovani che sprecano il soldo così malamente.

Con stima mi sottoscrivo
NB