sabato 13 febbraio 2010

Il torneo Manfredi e il movimento tennistico luzzarese tra gli anni '70 e '80


Negli anni '70, la costruzione di due campi da tennis in prossimità della palestra comunale contribuì alla nascita di un discreto movimento tennistico locale. Il terreno di gioco era di uno strano - e mai visto prima - materiale sintetico, rosso e gommoso (l'originalità tutta luzzarese nella scelta delle superfici di gioco era già emersa in precedenza con la pavimentazione in nero della palestra). La disponibilità di una tale preziosa risorsa rese possibile l'organizzazione dei primi corsi di tennis. Anch'io, allora bambino, presi con alcuni amici qualche lezione. Munito di una racchetta di legno incominciai ad impratichirmi del gioco e, contemporaneamente, ad appassionarmi ai grandi campioni dell'epoca. Erano i tempi di Vilas, Connors, Borg e McEnroe. In quel periodo i grandi tornei venivano trasmessi dalla Rai e per seguire le finali di Wimbledon tra Borg e McEnroe ci si dava appuntamento davanti allo schermo TV dell'oratorio. Tali sfide accendevano gli animi e scatenavano lunghe discussioni tra i tifosi dell'uno e dell'altro tennista. Intanto gli anni passavano ed il mio gioco migliorava, anche grazie alla mia nuova racchetta, la tanto sognata Wilson Jack Kramer. Ero diventato un discreto giocatore e, finalmente, potevo iscrivermi senza sfigurare al torneo Manfredi: l'evento più atteso di ogni stagione tennistica luzzarese. Dovete infatti sapere che il sig. Fausto Manfredi - titolare dell'omonimo negozio di articoli sportivi - gestiva direttamente presso la sua attività commerciale la prenotazione dei campi da tennis, e, presiedendo il locale tennis club, organizzava ogni anno un torneo per non classificati. Tra i migliori giocatori dell'epoca ricordo Giorgio Ferrari, Antonio Balasini, Corrado Mariani, Dante Bosi (video) e i temutissimi (soprattutto in doppio) Tazio Tosi e "Strip" (che facevano del pallonetto il loro colpo vincente). I campi da tennis divennero col tempo non solo un luogo dove praticare lo sport, ma anche un punto d'incontro. Alla sera ci si trovava spesso lì, per guardare gli altri giocare o per scambiare quattro chiacchiere con gli amici. Oggi a Luzzara, l'unico campo rimasto è ormai in uno stato di desolante disarmo, e viene utilizzato soprattutto per il calcetto. Chi pratica il tennis si reca, con un po' di dispiacere, nei più attrezzati comuni vicini.
Paolo Losi