sabato 9 gennaio 2010

Luzzara nel 1910

Il paese entro la circonvallazione, come appare dalla cartina, era suddiviso in due parti ben delimitate: la parte vecchia a sud, circondata dal fossato, e quella più recente sviluppatasi a nord. Le due parti erano collegate da un ponte che attraversava il fossato, limitato ai lati da spallette in muratura. A sud esisteva una porta con un ponte, come appare dal quadro dei Santi Ignazio martire e Ignazio di Loyola esistente nella prima cappella a sinistra della Chiesa parrocchiale di S. Giorgio. Questa porta, con relativo ponte, vene abbattuta quasi certamente dopo il 1860, dato che i nonni dello scrivente le presenti note, nati rispettivamente nel 1853 e 1856, ricordavano di averla vista in piedi. Si riempì il tratto di fossa per rendere più agevole la strada di accesso al paese per facilitare il collegamento con Guastala, Reggio e Parma. Il ponte a nord venne abbattuto nel 1911 quando si costruì il viale che conduce alla stazione ferroviaria, colmando il fossato con terra di golena, mentre dalla parte opposta, verso la torre, si ricavò una piazza, a ovest della quale sorse il fabbricato della Cooperativa di consumo, ora adibito a sede di una Banca, di un albergo, di uffici, ecc. Il fossato dei lati est, sud e ovest, durò ancora molti anni ed il suo completo interramento è abbastanza recente. La strada di circonvallazione è ancora quella del 1910 e i tre lati sopra citati erano alberati, piante che furono abbattute, le ultime poco prima dello scoppio della guerra 1915/18, per far legna per il riscaldamento del municipio e delle scuole. Il Caselli nei suoi “cenni storici” scrive: “.. che Luzzara fosse un’isola del Po ce lo attestano molti documenti”. I nostri vecchi, come intese più volte lo scrivente, confermavano questa tradizione, dicendo anche che il fosso che esisteva a nord di Luzzara e che divideva le province di Reggio con Mantova, chiamato “Po vecchio” aveva quel nome perché in quella località passava il Po. Ora è stato interrato e il confine è segnato da una cunetta. Più avanti il Caselli afferma che in paese non si rinvennero mai avanzi di epoca romana. Nell’angolo nord-est, nella casa che qui sorge, esiste un avanzo di torre con spesse mura, che archeologi hanno riscontrato di origine romana. La pianta poi del vecchio paese tradisce la forma del castrum romano: forma regolare quadrilatera con la strada principale i mezzo “cardine” (l’attuale Via Avanzi) tagliata dal “decumano” (Vicolo del Teatro e proseguimento del alto opposto verso la rocca) e con altre vie ad angolo retto. Probabilmente a Luzzara potrebbe esservi stato un accampamento con una torre di difesa e di avvistamento. Avanzi della rocca e della torre fatta saltare dal Vandôme il 23 ottobre 1702, dopo la famosa battaglia, esistono tuttora. Diversi edifici o istituzioni citati dal Caselli, in vita degli anni di fanciullezza del compilatore di queste note, non esistono più. Ne viene dato un cenno qui di seguito, appoggiandosi, oltre ai ricordi personali, a quanto udito dai vecchi del paese. Oratorio di S. Michele: sorgeva in Borgo Po. Nei primi del presente secolo era ben visibile, di fronte alla casa Tagliavini, un appezzamento rettangolare di terreno, ben delimitato, dove appunto sorgeva l’oratorio. Il quadro di S. Maria Maddalena, portato nella Chiesa del Convento, andò distrutto nell’incendio del 1918, quando l’Autorità Militare della Chiesa fece un deposito di fieno che si incendiò distruggendo tutte le opere d’arte e la quasi totalità del Tempio. Si salvarono solo: le facciata, l’abside e i muri laterali. Nella Chiesa vi erano i monumenti funebri di Luigi Gonzaga (1570) e della sorella Antonia (1572), il primo a destra dell’altar maggiore, l’altro di contro a sinistra. Erano di marmo bianco di Verona e con l’incendio andarono semidistrutti. I pezzi ritrovati furono collocati in loco dove ancora si trovano. Luzzara è la patria del pittore Giacomo Fiamminghi che restaurò il ritratto di Battista Remedii fondatore del Monte di Pietà (quadro che riconobbe della scuola del Guercino) e dipinse quello di Carlo Giuseppe Platestainer, quadri che erano conservati nel Monte di Pietà (ora adibito a ufficio del lavoro). Sarebbe interessante conoscere se vi sono ancora o dove eventualmente sono stati trasferiti. Il Fiamminghi dipinse anche il quadro di S. Sebastiano, che si trova nel secondo altare di destra della Parrocchiale di S. Giorgio. In essa vi sono molte opere di pregio artistico: il bellissimo altare maggiore, il pulpito, la vasca del fonte battesimale in marmo rosso di Verona nella prima cappella a destra e molti quadri di buona mano. Fra di essi quello della SS. Trinità con Santi nel terzo altare a destra (poco illuminato e davanti al quale è stata posta una discutibile statua di S. Antonio, che sarebbe ottima cosa rimuovere), i quadri degli Evangelisti nella Cappella della Madonna del Rosario, quello della Madonna con i Santi Giorgio e Gerolamo nell’abside, per citare solo i più preziosi. L'altare a destra del maggiore, dov'era una statua della Madonna di Fatima, era dedicato a S. Francesco di Paola, dove veniva venerata una sua statua. I vecchi del paese ricordavano che il 2 aprile, giorno della sua festa, veniva portata processionalmente fino all'argine del Po per la benedizione delle acque, in ricordo della famosa piena del 1725. La parte absidale della chiesa è in stile romanico, bellissimo, e un sapiente restauro ed un totale suo ripristino sarebbe più che encomiabile. Interessante potrebbe essere la compilazione di una storia della chiesa e delle opere in essa conservate, desumendola e studiando i documenti dell’ Archivio Parrocchiale. Il Palazzo Gonzaga esiste ancora e conosciuto più comunemente con il nome di Macina. Non si conosce da cosa sia derivato tale appellativo, forse .dal bellissimo stemma in ceramica colorata, rotondo come una macina ricco di ornamentazioni floreali e di frutti e che tradisce una pregevole scuola. Ora é sulla porta del palazzo stesso, precedentemente era murato sul pianerottolo a metà scala del Municipio. Meriterebbe una maggior cura per la sua conservazione. Portandoci fuori dal vecchio paese, passato il ponte nord, subito a sinistra si incontrava l’Oratorio della madonnina demolito alcune diecine di anni fa. Era a una sola navata. e sul soffitto era dipinta la Madonna Assunta tra Angeli e festoni. Dopo la sua sconsacrazione veniva adibita a magazzino comunale, poi a cabina elettrica. Sulla sua area sorge un palazzetto, sede di un partito politico. Prima di essere destinata a cabina elettrica, vi si facevano rappresentazioni di marionette e burattini, spettacoli poi trasferiti, quando furono costruiti, nei saloni della cooperativa e del cinematografo. Il celebre burattinaio Campogalliani veniva spesso a Luzzara dove aveva molti amici e fra questi Antonio Fortichiari e Arturo Zavattini, producendosi nel suo incomparabile repertorio. La sua fama era conosciutissima e il Comune di Mantova, poco più di una diecina di anni fa, lo ricordò con un busto nei giardini di Belfiore. Forse qualcuno della mia età ancora lo ricorda. Proseguendo, quasi al termine di Strada Gonzaga, a destra, in una della case che erano del Platestainer e che lasciò al Comune, vi era l’Asilo Infantile intitolato al suo nome, e una parte delle scuole elementari. Subito dopo, voltando a destra, si proseguiva per il Vicolo delle Orfane, dove sorgeva l’orfanotrofio fondato da Don Annibale Anselmi. Soppresso l’istituto, come Opera Pia sopravvisse fino agli anni venti circa, limitandosi alla elargizione di lire due mensili alle orfanelle, erogate dalla Congregazione di Carità. Il Vicolo Orfane sfociava in Via Borgonuovo, dove, in un’altra casa del Platestainer, vi era un secondo gruppo di scuole elementari. A metà circa della Strada Gonzaga, a destra, si staccava via Mantova, che portava alla Chiesa del Convento. A sinistra, quasi sull’angolo di Via Borgonuovo, sorgeva la Chiesa di S. Croce. Prima della guerra 1915/1918 era saltuariamente officiata e vi si celebrava il mese di maggio in onore della Madonna. Anche questa chiesa venne abbattuta e su quell’ area sorse ora un istituto Bancario. Portandoci sulla Circonvallazione sud, nella Piazza della Pesa, sorge ancora la Chiesa di S. Francesco d’Assisi. Chiusa al culto, venne adibita a diversi usi: laboratorio di falegnameria, officina meccanica, deposito di materiali vari, ecc. Si vedevano ancora avanzi di affreschi di Santi di buona mano, ora forse danneggiati o irrimediabilmente perduti. Più oltre, proseguendo per Via Guastalla, a destra sorgeva un vecchio caseggiato: l’Ospedale dei Pellegrini, comunemente chiamato l’Ospedale Vecchio. Qui il 19 agosto 1900 nacque il compilatore di queste note e vi abitò nei primi anni di vita. Ricorda che in una camera a pian terreno vi era abbastanza ben conservato un dipinto della Madonna, forse anche questo sparito, specialmente dopo i restauri del fabbricato eseguiti subito dopo la guerra 1915/1918. Infine sulla circonvallazione est, di faccia al palazzo della Macina, era ancora visibile il tracciato dello stradone che portava alla Tomba; era coltivato, ma leggermente sopraelevato in confronto dei campi adiacenti, che si poteva benissimo individuare. Ora si può identificare nella strada del nuovissimo quartiere sorto a est del paese. "Molti altri ricordi, specialmente personali e legati al suo paese, sono ancora vivi nella memoria dello scrivente, ma ha voluto riferirsi soltanto a fatti e personaggi trattati da Carlo Caselli nei suoi "Cenni Storici". 20 giugno 1974.

Renato Piccoli - Luzzarese

CONSIDERAZIONI - Il presente testo è tratto dalle memorie originali dattiloscritte del luzzarese Renato Piccoli, e si basa principalmente su fonti orali, e ricordi personali dello scrivente. Il testo disegna uno spaccato della Luzzara di un secolo fa e testimonia come già allora il paese stesse cambiando, adeguandosi alle modernità che il secolo appena iniziato stava portando, che l'avrebbero poi trasformato nel luogo che oggi conosciamo. Successivamente, si è potuto rilevare che alcuni fatti, in particolare quelli relativi alla Rocca e al palazzo della Macina, non corrispondono perfettamente agli effettivi riscontri storici emersi della ricerche degli studiosi che si sono occupati del passato di Luzzara, ma riportano convinzioni personali dello scrivente, oltre che della gente dell'epoca. Tuttavia crediamo che queste memorie abbiamo ugualmente un grandissimo valore storico perché riportano fatti, usanze, e tradizioni tramandate oralmente di generazione in generazione, attraversando i secoli.

Mirko Anselmi


Legenda piantina


1 – Municipio

2 – Palazzo Gonzaga detto Macina

3 – Piazza della Chiesa e Chiesa S. Giorgio

4 – Teatro Sociale

5 – Vicolo della Chiesa

6 – Vicolo del Teatro

7 – Vicolo Monte di Pietà

8 – Piazza del Teatro

9 – Monte di Pietà

10 – Casa con avanzi di torre

11 – Torre

12 – 12/a – Rocca e avanzi di torre

13 – Ponte sul fossato

14 – Strada Gonzaga

15 – Piazza Felice Cavallotti

16 – Oratorio della Madonnina

17 – Via Mantova

18 – Chiesa S. Croce

19 – Via Borgonuovo

20 – Scuole elementari

21 – Vicolo Orfane

22 – Asilo Platestainer e Scuole elementari

23 – Via Po

24 – Stradello per Borgo Po (S. Michele)

25 – Piazza della Pesa

26 – Chiesa S. Francesco d’Assisi

27 – Ospedale Vecchio

28 – Via Guastalla

29 – Stradone per la Tomba

30 – Fosso “Po Vecchio”

F - Fossato (comunemente Le Fosse)

C - Circonvallazione

La nomenclatura delle strade e piazze è quella del 1910.