mercoledì 29 luglio 2009

Ricordando Fastèn

La bottega di Fastèn me la ricordo bene perché era il "supermercato" della Villa Superiore. A gh'era da töt: pane, pasta, le macchinine, persino i quadri. Il quadro che ho in sala (vedi foto), quello del vecchio col cappello seduto al tavolo con il bicchiere di vino e una "cioppa" di pane, l'ha comprato mio padre da Fastèn. Il negozio chiuse che avevo sei o sette anni.


Mirko A.


Fastèn aveva una 112 color zabaione, un modello primo tipo (un po' diverso dal modello classico), con le luci della retromarcia, mi pare. Fastèn lo conoscevo solo perché mio zio Toni ci andava a prendere le sigarette. Tornando alla sua 112, mi ricordo che aveva i buchi nella marmitta e lui li aveva chiusi con il cemento! Poi magari la usava per i tragitti corti, e accelerava poco così che il cemento reggesse.

Lorenzo D.